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Durante il mio ultimo viaggio in India sono stato a Jaipur, soprannominata la città rosa per il colore della facciate delle case costruite in arenaria, appunto, rosa.  .

Definirla meravigliosa è riduttivocon la sua architettura regale, i suoi bazar dai mille colori, la sua gente allegra e cordiale. Conosciamo, con il mio fenomenale gruppo,  un indiano che ci porta a mangiare in un locale pazzesco, un microcosmo di calma e tranquillità nella frenesia della città.

Ci dice che il fratello si sposerà la sera stessa. Fa un po’ di chiamate. Intanto mangiamo. Poi la notizia pazzesca. E si! La sera stessa assistevamo ad uno spettacolo unico ed inimmaginabile. 

Un matrimonio indiano è una cerimonia estremamente coinvolgente e speciale e, a dire il vero, extrasensoriale. La sposa, immobile, glaciale, viene portata in una specie adorazione su un altarino mentre i parenti e gli amici festeggiano, eufemisticamente dicendo, animatamente. Si contendono poi mazzette di banconote, come per indicare la vendita o il trasferimento della ragazza alla famiglia di suo marito. Lei non si muove, lei non sorride, lei non annuisce. Nessuna emozione traspare, sembra una statua. Eppure, intorno a lei, c’è frenesia allo stato puro.

Con questi sei scatti ho ricevuto una HONORABLE MENTION ai Mifa Award 2019 nella categoria Eventi. Qui il link alla pagina ufficiale!

Una piccola gioia, in confronto comunque alle emozioni provate quella sera!

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